La casa dell’ infinito di Alberto Campo Baeza.

Non capita tutti i giorni di poter parlare di poetica dell’architettura, a meno che non si è docenti o ricercatori universitari, critici o giornalisti del settore. Se sei appassionato e studi questo mondo cercando continue ispirazioni e sensi, lo contempli nel tuo piccolo, ti fai un’idea e vai avanti nel tuo  lavoro con l’atteggiamento di cercare sempre qualcosa di nuovo da imparare. Magari una sera a cena ne parli con amici, di quelli con cui ci si trova a parlare un pò di tutto. Capita che decidi di tenere un blog per poter scrivere anche di questo genere di cose, sperando di farle conoscere e capire, facendole scoprire anche a chi non sa leggere l’architettura. Forse neanch’io so leggerla a dispetto di chi dedica una vita a questo genere di studi, e la sa insegnare, ma qui mi sono creata una piccola possibilità di poter esprimere un punto di vista e condividere quello che mi emoziona. Mi sento grata per questo e per chi dedica del tempo a leggere le mie suggestioni.

Dopo questa premessa, arriva la casa dell’ infinito di Alberto Campo Baeza.

 

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Un masso squadrato e scavato

rivestito di pietra

appoggiato lungo la costa

che unisce

come a suggellare 

pezzi di terreno ondulati

all’infinito del mare.

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Uno scrigno dei desideri che si modella incastrandosi tra le pieghe del paesaggio,

si buca di prospettive verso il paesaggio stesso

che entra ed esce in esso e fa da trampolino per visioni  e suggestioni.

Permettetemi questa poetica descrizione per  capire come con un’opera architettonica può rispettare, aderire e raccontare un luogo  attraverso la mano di un intellettuale architetto, uno di quelli della nuova generazione di spagnoli, che continuano i passi del maestro Siza, con un tale approccio nel fare architettura che riprende classiche manovre palladiane ma con uno spirito di libera interpretazione del linguaggio moderno, aulico ma leggero, verso un nuovo modo di concepire e mostrare il valore dell’organicità e rifletterlo sul senso di umanità.

Questa casa  è un sogno monumentale, pensato con le mani come un oggetto puro che sebbene artificiale appare così naturale e così naturalmente inquadrato e rapportato con tutto ciò che c’è attorno.

Una gran lezione di poesia, in lingua spagnola.

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Photo credits: http://hicarquitectura.com/

 

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2 thoughts on “La casa dell’ infinito di Alberto Campo Baeza.

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