I componibili di Anna Castelli Ferrieri per Kartell. Storia e ambientazioni.

kartell comodinoLa scorsa settimana siamo andati a comprare quelli che saranno i nostri comodini: la serie dei componibili di Kartell, uno dei prodotti storici, più famosi e più venduti dell’azienda. Sono un’insieme di moduli contenitori dalle linee arrotondate, impilabili a piacimento e utilizzabili come tavolini da soggiorno, mobiletti da ufficio, da bagno, da camera da letto, molto versatili e…simpatici. Sono sempre stati uno dei miei pezzi preferiti di Kartell, sia per la forma e il carattere che comunicano, sia per il valore che hanno nell’ambito della storia del design italiano, e che quindi definirei piccoli pezzi da collezione, icone della contemporaneità, tanto da far parte dell’esposizione permanete al MOMA di New York e al Centre Georges Pompidou di Parigi.

AnnaCastelliFerrieri“Mi domando sempre se sono fedele al mio obiettivo, che è quello di migliorare in qualche modo la qualità della vita, di non tradire la qualità etica del mio lavoro”. Anna Castelli Ferrieri

I componibili sono stati disegnati da Anna Castelli Ferrieri nel 1967, in realtà con il nome “mobili 4970/84” (a quei tempi si usavano i numeri per identificare gli oggetti), prodotti in plastica con i primi esperimenti dello stampaggio a iniezione, oggi realizzati in ABS, una resina termoplastica molto più leggera e resistente. E’ il primo prodotto che realizza in concreto il desidero avveniristico per cui è nata nel 1949 l’azienda Kartell, fondata suo marito, l’ingegnere Giulio Castelli, che era quello di introdurre appunto la plastica nell’arredamento domestico. Durante i miei studi per la tesi, ho avuto la fortuna di visitare il museo d’impresa Kartell a Noviglio, nei pressi della sede stessa dell’azienda, dove è possibile ripercorrere attraverso la ricca esposizione, tutta la storia delle prime sperimentazioni sulle plastiche, cominciando da utensili industriali sino ai prodotti e progetti, che oggi riconosciamo come caratteristici di una grande realtà industriale, simbolo del Made in Italy.kartell soggiorno

La rivoluzione più importante a mio avviso, che conferisce a questa serie di prodotti un ulteriore valore aggiunto, è quella che Anna Castelli Ferrieri è stata una tra le prime ad aver lavorato sul concetto di modularità, componibilità dei mobili d’arredo domestici, sistema che per noi oggi è implicito nel concepimento stesso di una cucina, una parete attrezzata o un armadio, ma che a quel tempo non era per niente consueto. A partire dagli anni Sessanta anche in Italia si diffonde, grazie alle sperimentazioni dell’industrial design, la possibilità di arredare lo spazio con libertà e flessibilità, che sono trai principi base della cultura del progetto ritenuta moderna.kartell componibili

La prima cosa che mi affascinò nello scoprire la storia dei componibili, è il fatto di essere stati disegnati da una donna che si definiva timida ma determinata, nel 1943 l’unica donna a laurearsi nel suo corso al Politecnico di Milano, affascinata dalle teorie d’avanguardia della Bauhaus, che lavorò al fianco di grandi maestri dell’architettura e del design, uno su tutti Franco Albini, oltre a realizzare autonomamente opere d’architettura e prodotti simbolo dell’arredamento d’interni domestico e non solo.

Io ho scelto di usare i componibili in bianco come comodini nella mia camera da letto, dove c’è predominanza di semplicità e forme lineari, e dove sentivo l’esigenza di un’accento, un pezzo pop per dissacrare questa rigorosità minimalista, rappresentata anche dalla presenza monolitica del letto di forma squadrata. I componibili risultano un evergreen assimilabile per ogni interno, sono un classico moderno, che vi fa l’occhiolino anche se non siete conoscitori o appassionati di design, e affascinano quelli come me che amano comprare oggetti che raccontano storie, belle storie.

Credits: tutte le foto sono prese d Pinterest.

 

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