Quando finisce il bianco.

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Il bianco è chic, fa risaltare i colori, fa sembrare più ampi e luminosi gli spazi, rende le forme pure e immateriali. Sì lo so. Lo sappiamo. Ma bisognerebbe tracciarsi di volta in volta un limite d’utilizzo. E’ una riflessione che faccio molto spesso in questo periodo, in questa fase della mia esperienza personale e lavorativa, giacchè fino a poco tempo fa avevo l’abitudine (forse ancora post-accademica) di concepire in modo primordiale volumi, spazi, ambienti, forme e oggetti interamente bianchi, dando possibilità al colore altro di immettersi in un progetto solo per altro tipo di contingenze come ad esempio specifiche richieste, necessità aggiunte, comunque sempre conseguenziali. Non sono quasi mai partita dal colore. In questo periodo sto cercando di evolvere il mio approccio perchè ho finalmente lavorato su questa sensibilità e potenzialità, al di là di ogni stile e tendenza che porta inevitabilmente a far coincidere l’architettura e soprattutto la progettazione d’interni moderna in total white.

Aprirsi al colore significa anche aprire il proprio animo alle emozioni. usare il colore

Ho aggiunto quindi riflessioni come il bianco è facile, scontato, monotematico, impersonale. Il lavoro di dissacramento del bianco è culminato quando ho deciso di partecipare ad un workshop formativo sul colore nell’interior design proprio per aprire il mio mondo ai colori e all’importanza che essi hanno nella nostra vita. La cosa più bella è che ho imparato a riconoscere e visualizzare i miei colori amici ma anche a disintossicarmi da essi in generale per poter trovare un modo per aiutare gli altri a scegliere i loro, o meglio a cercare di sceglierli per gli altri. Mi si è aperto un modo di infiniti tipi di blù, verdi, rosa, marroni, grigi che ho sostituito a palette di tonalità troppo sicure e rassicuranti senza comunque smettere di ammirare in certi giusti contesti il bianco latte, che assieme ad altri colori però assume nuovi significati e funzioni, che prima risultavano solo scelte superficiali, sistematiche e immediate. Il bianco nelle pareti è come una pagina vuota su cui si possono raccontare storie, se uno ha storie da raccontare.

Nelle abitazioni il colore rende l’atmosfera più accogliente e familiare, togliendo quella vaga sensazione di vivere in uno showroom, un museo o peggio ancora in una clinica svizzera. Con questo non intendo suggerire di riempire casa di colori a più non posso, anzi ambienti domestici iper colorati m’innervosiscono e col tempo annaiano, ma il talento sta nell’armonizzarli un pò come si fa in cucina con le spezie ben dosate in una pietanza che quasi non si sentono e nessuna sovrasta l’altra. Laddove non si può con il colore sulle pareti o parte di esse, si può giocare con la varietà dei materiali che di per sè hanno colori propri naturali, o gli arredi o meglio ancora con gli oggetti che insieme a noi abitano e completano gli spazi. Poi la differenza la fa lo stile personale che è sempre una prova di personalità. Se non si sa da che colore partire si può prendere spunto dalle infinite ispirazioni che ci da la natura attorno a noi (il giallo dei limoni, il verde prato, l’azzurro cielo…) o dai colori con cui normalmente si preferisce indossare, e preferibilmente da quelli che ci danno una sensazione di benessere.

Il colore fa vibrare gli ambienti, crea movimento e subito identifica. Provare per credere.

NICE TIPS DAL WEB!

  • Se state considerando di dare un tono alla poesia monocromatica della vostra casa/ufficio/negozio, tra la moltitudine di apps del genere, vi segnalo ColorSnap Studio™ messa a punto dall’azienda americana Sherwin-Williams che trovo molto immediata e semplice da usare. Basta caricare la foto dell’interno e selezionare l’area da campire con la miriade di possibilità cromatiche, in modo da farvi un’idea di come potrebbe essere lo spazio con un pò di colore, se avete deciso come me di non esagerare con il tutto troppo bianco.
  • Se siete invece nella fase di decisione del colore e vi serve solo il tono giusto, quello che vi serve è una cartella per prender spunto per le mille sfumature, potete farvi inviare gratuitamente la paint colour card del noto colorificio inglese Farrow & Balls da cui vi suggerisco di prendere ispirazione per i magnifici colori neutri e pastello.
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9 thoughts on “Quando finisce il bianco.

  1. ciao cara…vorrei chiederti un consiglio(so che non è il massimo scriverti qui) cosa ne pensi delle piastrelle-parquet?io cerco un pavimento che con i cani in casa non si rovini e che non faccia vedere ogni minima macchiolina di sporco. Al momento in casa ho delle bellissime piastrelle bianche ma con i cani è un disastro 😉

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    1. Ciao Giulia, mi piacciono molto le piastrelle in gres finto legno, hai la praticità del gres ma l’effetto (anche se pseudo) caldo e naturale che da il legno. Ci sono tante aziende italiane che offrono tante varianti e formati, hai l’imbarazzo della scelta! Un abbraccio e a presto. M.

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  2. Sono una white addicted, lo ammetto, anche se mi piacerebbe avere una casa più grande per poter fare una parete colorata di un colore diverso in ogni stanza, purtroppo casa è piccina (50 mq) e quindi abbiamo ripiegato sul total white, pareti e mobili (per dare l’illusione di uno spazio più ampio, aggiungendo specchi ovunque possibile), sono cuscini, copriletti, quadri e libri a dare il colore. così è 🙂
    ps: ColorSnap è a dir poco geniale!

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    1. Vero è un’ottima applicazione per farsi un’idea! brava il bianco nel tuo caso è determinate ma sono poi gli accessori a fare la differenza e a dare personalità alla casa! Grazie per aver condiviso la tua opinione! A presto;)

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