#diariodicasa: Ri-conoscersi.

Quando è arrivato il momento di concepire e progettare gli spazi della mia nuova casa sapevo non sarebbe stato facile, cioè di solito non lo è mai in generale, in quanto è e deve essere un’operazione partecipativa e collaborativa tra il progettista, i tecnici coinvolti e gli utenti finali che abiteranno la casa (poi dipende dal tipo di lavori da affrontare…). Le cose si complicano, se non anche solo sul piano emozionale, dal momento che sono sia l’architetto sia, insieme al fidanzato, la futura abitante della casa. In più, nel mio caso, il mio papà è ingegnere e quindi, vuoi o non vuoi, sempre presente e condizionante, cosicché anche la sera a cena, la mattina presto o nei momenti di relax a casa non si parla d’altro ultimamente, quindi non stacco mai.CASA NUOVA

Assodate le problematiche strutturali, in un primo momento ho deciso che sarebbe stato meglio ridefinire me stessa in questa situazione, per affrontare la situazione non da architetto di casa nostra, ma semplicemente e soprattutto come una ragazza che, assieme alla persona che ama, sta realizzando il progetto di metter su casa, con tutto l’entusiasmo che oggi ci ha portati alla concretizzazione di un sogno. 

Il pensiero di una nuova casa si è man man materializzato nel tempo attraverso spunti e idee, colori e materiali che prediligiamo, viaggi che abbiamo fatto, oggetti e scenari che ci fanno emozionare, cose che ci comunicano serenità, tranquillità, oltre al semplice fatto di essere in linea con le nostre abitudini e stili di vita. Io ho fatto del mio meglio, come ritengo debba essere concepito un buon progetto d’interni, nel carpire, sintetizzare, assecondare e tradurre in spazi tutto questo background. Solo con la nostra presenza attiva e partecipativa, attraverso la cura e la personalizzazione dei dettagli, la nostra nuova casa sarà un luogo per ritrovare noi stessi, riconoscerci in ogni angolo, rappresentarci. Questo approccio, decisivo in alcuni momenti, mi ha reso più flessibile, concreta e meno cinica, tanto che ogni giorno paradossalmente, non senza duro lavoro, sento che quest’esperienza mi sta migliorando molto sul piano professionale.

Le frasi che mi ripeto come mantra in questo periodo sono :

– Le trasformazioni confermano le preesistenze

– Non farsi condizionare ma aiutare se necessario

– Tutto si può risolvere e adattare con pazienza

– Mai ritornare sulle cose già ponderate e stabilite

– I vincoli possono essere punti di forza

In base a questo spirito, ci tengo a mantenere il tono dei miei racconti sul making how della mia casa quanto più familiare e comprensibile, non da blog specialistico d’interior design o arredamento (ce ne sono già molti e alcuni molto belli e utili) ma sotto forma di esperienze dirette e recensioni di cose che ho scelto, senza pretendere di insegnare niente a nessuno, ma sperando darvi qualche spunto o suggerimento se come me state costruendo o volete rinnovare casa.

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